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Help me to help myself - John Lennon

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"A suo tempo il filosofo Augusto Del Noce ha affermato: 'l'ateismo si fa destino della modernità' dal momento che la modernità immanentistica termina nella rinuncia radicale della domanda sul 'senso'. Anzi, insiste il filosofo, 'l'in-sensatezza' della modernità altro non sarebbe che la prova del deicidio compiuto. Ma quale Dio sarebbe stato ucciso? (...) Ebbene, la modernità ha veramente ucciso questo Dio? (...) La 'notitia Dei' continua ad essere pertinente alla condizione dell'uomo post-moderno? 'Eclissi' è la parola più adeguata per descrivere il tormentato rapporto della modernità euroatlantica con Dio. (...) Come nominare Dio oggi, come narrare di Lui comunicando questo Dio vivo all'uomo reale? Lasciamo (per adesso) senza risposta queste domande poste del card. Angelo Scola contenute nel suo libro-saggio, edito nel 2010, " Buone ragioni per la vita in comune " (Mondadori) "I cristiani (presunti) sono occ...

Kyrie (Signore abbi pietà) - Angelo Branduardi

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"Tema fondamentale di tutto il nostro discorso spirituale è la domanda. La domanda come espressione normale della coscienza di noi stessi: siamo coscienti tanto quanto domandiamo, viviamo da uomini tanto quanto domandiamo. Ma domandare che cosa?  (...) Innanzitutto la domanda è che Cristo venga, che Cristo formuli Lui i miei pensieri (...) Desiderare e quindi chiedere la conoscenza e l'amore di Cristo: questo è il contenuto della domanda. Venga il Suo regno, cioè venga Lui. (...) La preghiera è la posizione più vera dell'uomo di fronte a Dio; è il gesto dell'uomo più realista, più completo, più vero. (...) E' una iniziativa, è un riconoscimento, è un'attesa, è un desiderio, è un 'vieni!', è una domanda. (...) La coscienza della Sua presenza è l'iniziativa cui siamo chiamati ogni mattina, davanti alla quale, come le onde si frangono sulla roccia imperterrita e ineliminabile, si debbono frangere tutti i nostri risentimenti, carenze, peccati, tutto ciò...

Bravi ragazzi - Edoardo Bennato

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"A Milano hanno chiuso le scuole, le università, i musei, le palestre. Sul telefono mi arrivano foto di desolazione nelle strade del centro: Ferragosto il due di marzo. (...) Dappertutto si avverte che qualcosa sta cambiando. Il contagio ha già compromesso i nostri legami. E ha portato molta solitudine: la solitudine di chi è ricoverato in terapia intensiva e comunica con altri attraverso il vetro, ma anche una solitudine diversa, diffusa, quella delle bocche serrate nella mascherine, degli sguardi sospettosi, del dover restare a casa. Nel contagio siamo tutti liberi e agli arresti domiciliari. (...) A nessuno piace essere tagliato fuori. E sapere che la nostra separazione dal mondo è transitoria non basta a cancellare la sofferenza. Abbiamo bisogno disperato di essere con gli altri, tra gli altri (...) E' un'esigenza costante che assomiglia al respiro. Quindi abbiamo un moto di ribellione: non mi lascerò determinare, non permetterò a nessun virus d'interrompere la mi...

Don't give up - Peter Gabriel

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"L'amicizia mi sembra paragonabile all'ascensione di un alpinista verso un'altra cima. Un'esperienza unica e affascinante, che lo tiene concentrato per ore sui suoi passi, lo porta a contatto con la roccia o il ghiaccio, nel chiuso di un canalone o con le spalle nel vuoto. L'imponenza delle pareti che affronta gli toglie a volte ogni altra visuale, spesso il suo sguardo è semplicemente rivolto in alto, verso l'appiglio successivo, verso il cielo. Tutto il resto, in quei momenti, perde importanza, sembra quasi non esistere. Arrivato in vetta, però, uno sconfinato panorama si apre di nuovo sotto di lui, la grande catena a cui la cima appartiene. (...) Su questa terra viviamo in una situazione simile. Non possiamo vedere chiaramente ciò che connette le nostre vite, i sentieri che portano dall' una all'altra (cima). Eppure, se come se fossimo montagne di uno stesso gruppo, alla radice del nostro essere siamo realmente uniti. Così che ogni piccolo gesto...

Futura - Lucio Dalla

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"Non è vero che il futuro è, per definizione, un tempo positivo. Il futuro è positivo se ci si attiva, non certamente per il fatto che sia futuro, automaticamente è un rimedio ai mali del passato. Io sono d'accordo con Pasolini quando disse che aveva tolto la parola speranza dal suo vocabolario. Ogni volta che sento politici che dicono 'speriamo, auguriamoci, auspichiamo' penso che siano tutte parole della passività: stiamo fermi e aspettiamo e vediamo cosa succede. Non succede niente se non ci diamo da fare. Questo i giovani lo hanno perfettamente capito, almeno la maggioranza. Non tutti. Esiste un piccolo settore di giovani che io chiamo i 'nichilisti attivi', che non nega di muoversi in un'epoca nichilista, non rinnega il nichilismo. Nichilismo vuol dire, secondo Nietzsche, che manca lo scopo, che il futuro non è più una promessa. Manca la risposta al perchè dell'esistenza. Perchè mi devo impegnare, perchè mi devo dare da fare. Il futuro non è più u...

E' stata tua la colpa - Edoardo Bennato

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"Nella raffigurazione degli uomini come burattini senza fili visibili, la parabola raggiunge uno dei vertici della sua eloquenza e ci chiede un ascolto particolarmente attento. La pertinenza del raffronto uomo-burattino pare oggi imporsi senza contrasti alla coscienza comune: la cultura contemporanea è tutta tesa a squarciare il velo sottile di un'apparente umanità per denudare il pupazzo senz'anima, che sarebbe la nostra verità soggiacente. (...) E' sempre più largamente accolta l'ipotesi antropologica che spiega ogni atto e ogni risoluzione come il prodotto ineluttabile delle forze economiche, dell'istinto sessuale, della cieca volontà di potenza, dei mezzi occulti di persuasione: i 'fili invisibili'; e, poiché fatalmente si diventa quello che si è convinti di essere, l'uomo si assimila progressivamente a una marionetta appena rivestita di una illusoria apparenza di libertà. (...) La convinzione più semplice e più diffusa asserisce che la condizio...

Song for orphans - Bruce Springsteen

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da " Il brillìo degli occhi "  di Julian Carron (ed. Nuovo Mondo, 2020) "Nella nostra società la parola 'autorità' è spesso guardata con sospetto, identificata con un potere che sottomette o con un personalismo che lega a sè le persone. Ma nella vita della Chiesa, nel popolo di Dio, essa - sottolinea don Giussani - non è, non può essere tale: 'L'autorità, la guida, è proprio il contrario del potere, non esiste neanche una virgola, neanche un punto della parola potere (...)' Che cosa caratterizza allora il rapporto con l'autorità, l'appartenenza al popolo di Dio? Tale rapporto è ben espresso nella parola figliolanza (...) E' per le vie della filiazione che l'accento di una compagnia vera, l'originalità di un carisma (...) Giussani ci ricorda che dell'autorità si è figli: 'Un figlio prende il ceppo del padre, è costituito dal ceppo del padre. (...) Perciò la parola autorità - che potrebbe avere come sinonimo la parola paterni...

La storia - Francesco De Gregori

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da " Fratelli tutti " Lettera enciclica di papa Francesco (Libreria Editrice Vaticana, 2020) "In questo mondo che corre senza una rotta comune, si respira un'atmosfera in cui 'la distanza fra l'ossessione per il proprio benessere e la felicità dell'umanità condivisa sembra allargarsi: sino a far pensare che fra il singolo e la comunità umana sia ormai in corso un vero e proprio scisma. (...) Perchè una cosa è sentirsi costretti a vivere insieme, altra cosa è apprezzare la ricchezza e la bellezza dei semi di vita comune che devono essere cercati e coltivati insieme. (...) Come sarebbe bello se, mentre scopriamo nuovi pianeti lontani, riscoprissimo i bisogni del fratello e della sorella che mi orbitano attorno! (...) L'individualismo non ci rende più liberi, più uguali, più fratelli. La mera somma degli interessi individuali non è in grado di generare un mondo migliore per tutta l'umanità. Neppure può preservarci da tanti mali che diventano sempre p...

Le rose blu - Roberto Vecchioni

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" Che cosa vince la paura in un bambino? La presenza della mamma. Questo "metodo" vale per tutti. E' una presenza, non le nostre strategie, la nostra intelligenza, il nostro coraggio, ciò che mobilita e sostiene la vita di ognuno di noi. Una presenza, la memoria operante di essa. (...) Di fronte alla paura profonda, quella che ci attanaglia al fondo del nostro essere e che ci adoperiamo a cacciare il più lontano possibile (la paura della morte e di ogni suo riverbero nella vita), occorre domandarsi quale presenza è in grado di vincerla. Non qualsiasi presenza. E' per questo che Dio si è fatto uomo, è diventato una presenza storica, carnale, vicina, un compagno di cammino (...)  'un uomo di nome Gesù, che (...) quella volta a Nain, vedendo una madre, vedova, che accompagnava al sepolcro la bara del figlio morto, era stato preso da un impeto di emozione e, facendosi avanti, aveva messo una mano sulla sua spalla, dicendole: Donna, non piangere', con un'i...

House of a thousand guitars - Bruce Springsteen

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"Il blues è l'anima dell'uomo che implora Dio. (...) Dio inventò il blues perchè è desiderio di Dio che noi lo cerchiamo e lo troviamo (...) negli spasimi dolorosi di questa ricerca, noi tutti sperimentiamo un senso di isolamento, una solitudine, una tristezza, una brama di pienezza. Tutto questo è il blues. (...) Non dimentichiamo che il rock'n'roll, ha come padre il blues dei neri e come madre il desiderio di felicità e la voglia di divertirsi dei bianchi. Crediamo che uno sguardo libero da pregiudizi alla musica rock possa permettere di addentrarsi a fondo in quell'affascinante mistero che è l'America moderna, in cui la musica rock è nata. (...) Essere americano vuol dire sentire la promessa come un diritto di nascita e sentirsi solo e perseguitato quando la promessa svanisce.  Questo è il sogno della 'promised land', la terra promessa, che il rock da Elvis a Bruce Springsteen, ha sempre cantato, così come ha cantato la maledizione che soggiace ...

I'll see you in my dreams - Bruce Springsteen

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"I nostri morti formano il centro della nostra memoria, e nessuna società può permettersi di disprezzare o distruggere la propria memoria senza mettere in pericolo il proprio presente e senza strozzare, ancor prima che appaia, il proprio futuro. (...) Vivere il presente presuppone inevitabilmente riconoscere ciò che fu, in ogni senso, il passato. (...) Quel che risulta assolutamente necessario è imparare dai morti la lezione delle virtù, dei valori, dei significati; del bene da accogliere e moltiplicare così come del male da respingere e cancellare. Ma per fare questo è necessario, come atto primo, tenere la vita sacra, civile sostanza che ci lega a loro; il che significa tenere in vita anche la sacra, civile forma che quella sostanza ha, via via, preso ed assunto. La pazienza dei morti che attendono il giorno della finale epifanìa, deve diventare la pazienza dei vivi. (...) Significa sapere che la giustizia, la bellezza e la santità della vita di tutti sono più lunghe della vita...

L 'Anticristo - I Decibel

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da " Il padrone del mondo " di Robert Hug Benson (traduzione da edizione 1979, Città Armoniosa) "Dietro di lui, dalla cui bocca usciva un torrente di parole, la moltitudine si agitava. Tra grida e sospiri, saliva e scendeva un'onda d'emozione. (...) Lui non poteva più tenerli fermi, ad ascoltarlo, dopo averli trascinati all'azione suprema. (...) Allora in quella luce soprannaturale, tra il suono dei tamburi, la grida acute delle donne e un assordante traballare di piedi, fu uno scoppio di entusiasmo religioso: diecimila voci avevano proclamato Giuliano Felsemburgh loro Signore e loro Dio! (...) La razza umana aveva ora una autocoscienza di unità, con una suprema responsabilità nei confronti di se stessa: sparivano, dunque, i diritti degli individui, che erano giustamente riconosciuti nelle epoche precedenti. L'uomo ora aveva il supremo dominio sopra ogni cellula di questo 'Corpo Mistico' e non poteva che considerare illimitati i diritti del tutto,...

I muscoli del capitano - Francesco De Gregori

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" Nella 'Passione' del compositore polacco Krystof Penderecki è scomparsa la serenità quieta di una comunità di fedeli che quotidianamente vive della Pasqua. Al suo posto risuona il grido straziante dei perseguitati di Auschwitz, il cinismo, il brutale tono di comando dei signori di quell'inferno, le urla zelanti dei gregari che vogliono salvarsi così dall'orrore, il sibilo dei colpi di frusta dell'onnipresente e anonimo potere delle tenebre, il gemito disperato dei moribondi. E' il Venerdì Santo del XX secolo. Il volto dell'uomo è schernito, ricoperto di sputi, percosso dall'uomo stesso, (...) ci guarda dalle camere a gas di Aushwitz. Ci guarda dai villaggi devastati dalla guerra e dai volti dei bambini stremati nel Vietnam; dalle baraccopoli in India, in Africa e in America Latina; dai campi di concentramento del mondo comunista che Aleksandr Solzenicyn ci ha messo davanti agli occhi con impressionante vivezza. (...) Se avessero avuto ragione Kan...

Euthanasia - Nick Cave

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"Molto in questa crisi ha a che fare con il tempo. (...) La normalità è sospesa e nessuno può prevedere per quanto. Ora è il tempo dell'anomalia, dobbiamo imparare a viverci dentro, trovare delle ragioni per accoglierla che non siano soltanto la paura di morire. (...) Nel salmo 90 c'è un'invocazione che mi torna spesso in mente in queste ore: 'Insegnaci a contare i nostri giorni e acquisteremo un cuore saggio' Forse mi viene in mente perchè nell'epidemia non facciamo altro che contare. Contiamo gli infetti e i guariti, contiamo i morti, contiamo i ricoveri e le mattine di scuola saltate, contiamo i miliardi bruciati dalle borse, le mascherine vendute e le ore che mancano al risultato del tampone (...) contiamo i nostri legami, le nostre rinunce. E contiamo e ricontiamo i giorni, soprattutto quelli che ci separano da quando l'emergenza sarà finita. Ho però l'impressione che il Salmo voglia suggerirci un computo diverso: insegnaci a contare i nostri ...

Vedi Cara - Vinicio Capossela

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da " Il brillìo degli occhi " di Julian Carron (ed. Nuovo Mondo, 2020) "Chi di noi ha, ogni giorno, almeno un istante di vera tenerezza verso se stesso, verso la propria umanità? Tante volte ci maltrattiamo, ci scagliamo irosi contro la nostra umanità, che non si lascia sedurre dalla menzogna: vorremo sfuggirvi e d'altra parte non riusciamo ad obliterarla. (...) Per questo mi ha sempre colpito la frase di Giovanni Paolo II: 'La tenerezza è l'arte di sentire l'uomo tutto intero' Questo 'sentire' l'uomo tutto intero è essenziale per vivere ed è il contrario del sentimentalismo.  Ma è 'raro trovare - dice Giussani - una persona piena di tenerezza verso di sè' (...) Tuttavia, ciò che ogni uomo desidera sperimentare è proprio questa tenerezza verso la propria umanità. (...) Se non troviamo 'qualcosa' che ci consenta di avere questa tenerezza verso la nostra sete, verso la nostra umanità, finiamo per guardarla come una ferita che...